Pochi sanno che la storia moderna della cannabis terapeutica è iniziata con un uomo americano di 26 anni affetto da glaucoma, che ha notato che fumare cannabis migliorava i sintomi della sua malattia. Si tratta di Robert C. Randall, che vinse la causa in tribunale e divenne il primo paziente “ufficiale” di cannabis terapeutica. Di conseguenza, negli anni ’70 è iniziata la ricerca sulle proprietà terapeutiche del THC.
In occasione della Giornata Mondiale del Glaucoma, oggi sul blog di Cannactiva parliamo della storia e dell’efficacia dell’uso della cannabis nel trattamento del glaucoma, con il medico Fabio Turco e Viola Brugnatelli, di Cannabiscentia.
Che cos’è il glaucoma?
I glaucomi sono un gruppo di disturbi oculari caratterizzati da un danno progressivo al nervo ottico, spesso associato a un aumento della pressione intraoculare (IOP), che porta alla perdita irreversibile della vista. Il glaucoma può svilupparsi lentamente e la graduale perdita della vista può passare inosservata per un periodo prolungato. Esami oculistici regolari, che includono la misurazione della pressione e test della visione periferica, sono essenziali per chi è a rischio di sviluppare il glaucoma.
Il glaucoma colpisce circa 64 milioni di persone in tutto il mondo, classificandosi come la seconda causa di cecità a livello globale. È particolarmente diffuso tra le persone di età superiore ai 60 anni e solo la metà delle persone colpite è consapevole della propria condizione.
Trattamento
L’insorgenza del glaucoma è sempre associata a un’elevata pressione intraoculare, descritta per la prima volta nel 1622 dal medico inglese Richard Banister, che affermò: “l’occhio diventa più solido e duro di quanto dovrebbe essere per natura”.
I trattamenti per il glaucoma si concentrano su farmaci che riducono la pressione intraoculare, come la pilocarpina, i beta-bloccanti (timololo), gli alfa antagonisti (brimonidina), gli analoghi della prostaglandina F2A (latanoprost) e gli inibitori dell’anidrasi carbonica (dorzolamide). Quando i farmaci non sono sufficienti, le opzioni chirurgiche sono considerate valide. Nonostante questi trattamenti, la ricerca di opzioni più efficaci e meglio tollerate continua ancora oggi.
Cannabis per il glaucoma: la storia di un attivista
Per esplorare l’efficacia della cannabis medica per il glaucoma, intraprendiamo un viaggio tra le pagine del Manuale di Cannabiscentia dei Principi di Cannabinologia di Viola Brugnatelli e Fabio Turco. Questo manuale è una guida per gli operatori sanitari europei e per gli appassionati che desiderano conoscere a fondo le applicazioni mediche della cannabis.
La cannabis e i farmaci a base di cannabinoidi sono entrati in uso negli anni ’70 e da allora la cannabis ha raggiunto uno status quasi mitico come farmaco miracoloso per il glaucoma. Proprio a causa del glaucoma, nel 1974 è iniziata la storia moderna della cannabis terapeutica.
Il caso di Robert Randall
Negli anni ’70, Robert C. Randall, un paziente di 26 anni affetto da glaucoma, scoprì che fumare cannabis alleviava i sintomi della sua malattia. Randall dovette affrontare un’accusa federale per aver coltivato la cannabis, ma si difese con successo grazie alla necessità medica. Nel 1976, il giudice gli diede ragione, rendendolo il primo consumatore “legale” di cannabis terapeutica.
Il sostegno di Randall ha dato vita al Marijuana Research Project nel 1974, il primo programma di coltivazione di cannabis medica gestito dallo Stato negli Stati Uniti, che ha fornito cannabis ai pazienti fino al 1992. Randall è stato uno dei principali attivisti per la legalizzazione della cannabis, ha fondato l’Alliance for Cannabis Therapeutics e ha fatto causa al governo federale quando questo ha voluto interrompere l’accesso alla marijuana terapeutica. Questa causa e la successiva sentenza hanno creato un importante precedente, legittimando l’uso medico della cannabis e aiutando altri pazienti ad avere accesso legale alla marijuana terapeutica. Questa sentenza ha anche rafforzato gli sforzi di Randall e di altri attivisti per promuovere leggi che riconoscano i benefici medici della cannabis in diversi Stati.
La sentenza del 1987 fu ignorata dalla Drug Enforcement Administration (DEA ), che continuò a mantenere una posizione restrittiva sulla cannabis, nonostante le vittorie legali che ne riconoscevano l’uso terapeutico. Negli anni successivi ci sono stati diversi tentativi di riclassificare la cannabis e di riconoscerne il valore medico, ma la DEA ha sempre rifiutato.
Nel 1988, la DEA fu costretta a tenere delle udienze sulla riprogrammazione della cannabis, su richiesta di Randall e di altri attivisti. Il giudice amministrativo della DEA Francis Young sollecitò la cancellazione della cannabis dalla lista delle droghe, affermando che“la cannabis è una delle sostanze terapeuticamente attive più sicure conosciute dall’umanità“. Tuttavia, la DEA respinse la sentenza e decise di mantenere la cannabis nella lista I, affermando che non aveva un uso medico accettato e un alto potenziale di abuso. Oggi possiamo dire che, quasi mezzo secolo dopo, nel 2024 gli Stati Uniti approveranno la riclassificazione della cannabis, rimuovendola dalla Tabella I delle sostanze controllate.
Randall è morto nel 2001 e la sua eredità comprende i suoi preziosi contributi al movimento della cannabis terapeutica.
Cannabis e cannabinoidi nel glaucoma: la ricerca attuale
Meccanismo d’azione
La cannabis e i cannabinoidi sono efficaci nel trattamento del glaucoma nei seguenti modi:
- Alcuni cannabinoidi riducono la pressione intraoculare interagendo con il sistema endocannabinoide negli occhi, sui recettori CB1.
- Modulano la sintesi dei prostanoidi attraverso la via della cicloossigenasi (COX), influenzando diverse strutture oculari.
- Inoltre, alcuni cannabinoidi esercitano un effetto neuroprotettivo, proteggendo le cellule gangliari della retina inibendo il rilascio di glutammato, endotelina-1 e ossido nitrico.
¿Es eficaz el THC para tratar el glaucoma?
¿Qué limitaciones presenta el THC para el glaucoma?
¿El cannabis es un tratamiento eficaz para el glaucoma?
Esperienza clinica nella terapia personalizzata per il paziente con glaucoma: considerazioni di un prescrittore
Il dottor Lorenzo Calvi, anestesista ed etnofarmacologo italiano, sfida la convinzione che la cannabis non sia un buon trattamento per il glaucoma sulla base della sua esperienza pratica, avendo trattato circa 150 pazienti affetti da glaucoma. Calvi sostiene un’eccezionale percentuale di successo del 98%, sottolineando la quantità minima di cannabinoidi necessari e l’assenza di effetti collaterali psicotropi.
Secondo il dottor Calvi, la cannabis per il glaucoma può essere utilizzata per via orale, anche se i risultati migliori si ottengono con il collirio. I colliri vengono preparati utilizzando microemulsioni o ciclodestrine, che minimizzano il problema della scarsa solubilità in acqua dei cannabinoidi. Il trattamento del glaucoma è sempre a lungo termine, quindi gli effetti collaterali devono essere sempre monitorati, soprattutto se si utilizza il THC.
Il dottor Calvi sottolinea l’importanza di una terapia personalizzata su misura per ogni paziente, rispettando la naturale sinergia tra cannabinoidi e terpeni per un risultato efficace e clinicamente sicuro. Suggerisce che i risultati positivi osservati nel trattamento del glaucoma con la cannabis potrebbero essere applicabili ad altre patologie, auspicando uno sforzo di collaborazione tra medici, pazienti e farmacisti per garantire il successo delle terapie con cannabinoidi.
Cannabis e glaucoma: conclusioni
Sebbene il movimento della cannabis terapeutica sia nato dall’efficacia della cannabis nella gestione dei sintomi del glaucoma, attualmente non è considerata un’opzione terapeutica di prima linea a causa dei suoi limiti ed effetti collaterali.
Sebbene i farmaci cannabinoidi possano essere un’utile alternativa per alcuni pazienti affetti da glaucoma resistenti ai trattamenti convenzionali, il loro utilizzo è limitato da diversi fattori. La breve durata dell’effetto, la necessità di assumere più dosi giornaliere e gli effetti collaterali limitano l’efficacia e la sicurezza a lungo termine della cannabis medica. I trattamenti convenzionali, come i colliri e gli interventi chirurgici, rimangono le opzioni più efficaci e sicure per la maggior parte dei pazienti affetti da glaucoma.
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal Manuale di Cannabiscentia dei Principi di Cannabinologia, di Viola Brugnatelli e Fabio Turco e Prohibition Partners. Si tratta di una guida sulla cannabis medica e sui cannabinoidi per i professionisti della salute, che copre ampiamente il panorama europeo della cannabis medica. La seconda edizione è ora disponibile. Per maggiori informazioni, visita Cannabiscientia.
Nota: questo è un articolo informativo e non intende prevenire, diagnosticare o trattare alcuna malattia. Il suo contenuto può integrare, ma non deve mai sostituire, la diagnosi o il trattamento di qualsiasi malattia o sintomo. I prodotti Cannactiva non sono farmaci e sono destinati all’uso esterno. Dalla data di pubblicazione possono essere disponibili nuove prove scientifiche rilevanti. Consulta il tuo medico prima di usare il CBD. L’approccio terapeutico deve essere sempre personalizzato e dipende dalla valutazione professionale.
Riferimenti e ulteriori informazioni
- Cannabiscentia’s Handbook of Cannabinology Principles, di Viola Brugnatelli e Fabio Turco.
- Sun X, Xu CS, Chadha N, Chen A, Liu J. Marijuana per il glaucoma: una ricetta per il disastro o una cura? Yale J Biol Med. 2015 Sep 3;88(3):265-9. PMID: 26339209; PMCID: PMC4553646.
- Green K. Fumo di marijuana e cannabinoidi per la terapia del glaucoma. Arch Ophthalmol. 1998 Nov;116(11):1433-7. doi: 10.1001/archopht.116.11.1433. PMID: 9823341.
- Novack GD. Cannabinoidi per il trattamento del glaucoma. Curr Opin Ophthalmol. 2016 Mar;27(2):146-50. doi: 10.1097/ICU.0000000000000242. PMID: 26840343.
