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Gli usi terapeutici della cannabis nella storia

Foglie di cannabis sativa

La cannabis, una delle più antiche piante utilizzate in medicina, ha una ricca storia di implicazioni culturali, mediche e legali. Oggi sul blog di Cannactiva spieghiamo la storia dell’uso terapeutico della cannabis e il viaggio della pianta attraverso gli anni per aiutare l’umanità.

Prime prove di uso di cannabis terapeutica

L’uso terapeutico della cannabis risale a migliaia di anni fa. La cannabis è una delle prime piante coltivate dall’uomo, con testimonianze della sua coltivazione che risalgono al 4.000 a.C. in Cina.

Nella farmacopea “Pen Ts’ao Ching”, il più antico testo medico cinese che menziona la cannabis, risalente al I secolo d.C., il suo uso è descritto per alleviare reumatismi, gotta e malaria (1). Questa conoscenza risale all’epoca dell’imperatore Shen Nung, intorno al 2700 a.C..

In Egitto, ci sono antiche descrizioni della canapa o della cannabis in un testo inciso nelle Piramidi di Memphis, datato 2350 a.C., dove viene menzionata come pianta per la produzione di corde. D’altra parte, i papiri del 1.700 a.C. fanno riferimento alle proprietà mediche della cannabis per trattare problemi agli occhi, disturbi ginecologici ed emicranie (2).

Espansione della cannabis medica in India

L’uso terapeutico della cannabis si diffuse dalla Cina all’India, al Medio Oriente e infine all’Europa. In India la cannabis veniva usata per trattare dolori, indigestione, diarrea e malattie della pelle.

La “Sushruta Samhita”, un antico testo indiano, cita la cannabis come rimedio per diarrea, catarro e febbre (3).

Mentre l'”Atharvaveda”, un testo del 1600 a.C., classifica la cannabis come una pianta sacra, che dona felicità e libertà (4).

Contributi mediorientali alla cannabis terapeutica

Durante l’età dell’oro islamica, la cannabis era nota anche per i suoi usi medicinali. Era citata nei compendi medici del 1000 d.C., come quelli di Avicenna, dove si legge che la cannabis era usata come diuretico, digestivo e per pulire il cervello.

Anni dopo, nel 1464, fu riportato che la resina di cannabis aveva curato l’epilessia di una persona (5), il primo rapporto sull’uso della cannabis per l’epilessia.

Africa, America ed Europa nell’uso terapeutico storico della cannabis

I musulmani introdussero la cannabis in Europa intorno al 1150 d.C., attraverso la carta prodotta con fibre di canapa. Anche se non ci sono prove concrete del suo uso medicinale fino al Medioevo, è noto che faceva parte della medicina popolare per trattare tumori, tosse e itterizia. Il testo medievale “The Herball, or General Historie of Plantes” (1597) di John Gerard cita la cannabis come rimedio per vari disturbi (6).

In Africa, la cannabis è nota fin dal 1400 d.C., utilizzata principalmente per trattare la malaria, il parto, l’antrace, l’asma e la dissenteria (5).

I primi semi di cannabis arrivarono in America nel XVI secolo, attraverso il commercio degli schiavi africani, che già utilizzavano la cannabis a scopo terapeutico. In Brasile, ad esempio, veniva utilizzata nelle zone rurali per alleviare i dolori dentali e i crampi mestruali (7).

XIX secolo: la cannabis nella medicina occidentale

Nonostante l’uso della cannabis in diverse tradizioni del mondo, la cannabis è stata introdotta nella medicina occidentale grazie al lavoro del medico irlandese William B. O’Shaughnessy.

Il lavoro di O’Shaughnessy, svolto in India per diversi anni, lo ha portato a valutare, descrivere e introdurre la cannabis nella medicina occidentale. Tra gli usi terapeutici della cannabis descritti da O’Shaughnessy, spicca la sua capacità di trattare reumatismi, epilessia e dolore. Le sue scoperte, pubblicate nelle Transactions of the Medical and Physical Society of Bengal (1838-1840), influenzarono l’adozione della cannabis in Europa e in Nord America.

Uno degli aneddoti più popolari dell’epoca è quello di Sir John Russell Reynolds (1828-1896), medico della regina Vittoria d’Inghilterra, che prescrisse la cannabis per alleviare i crampi mestruali della monarca. Reynolds era un sostenitore della cannabis medica, anche per il trattamento dell’epilessia e del dolore. Pubblicò diversi articoli sui suoi benefici terapeutici e lo considerò uno dei farmaci più preziosi.

Un’altra personalità di spicco fu Jacques-Joseph Moreau (1804-1884), uno psichiatra francese che fu uno dei primi a studiare gli effetti psicotropi della cannabis. Moreau si recò in Medio Oriente per ricercare gli effetti dell’hashish e fondò a Parigi il Club des Hashischins, un luogo di incontro per sperimentare l’hashish.

L’uso della cannabis iniziò a diffondersi in tutto il mondo. Più di 100 articoli scientifici a sostegno del valore medico della cannabis sono stati pubblicati in Europa e negli Stati Uniti.

Le indicazioni mediche per la cannabis in questi anni fino al XX secolo erano per lo più attribuite alle sue proprietà sedative, ipnotiche e analgesiche (5).

Il contraccolpo della cannabis medica nel 20° secolo

Nella cultura occidentale, l’interesse per la cannabis terapeutica è diminuito a causa dei diversi effetti osservati nelle piante coltivate in regioni diverse e delle restrizioni normative, come il Marihuana Tax Act del 1937 negli Stati Uniti. Nel 1941, la cannabis fu rimossa dalla farmacopea americana (5).

D’altra parte, il consumo di cannabis a scopo ricreativo è esploso in questo secolo, con un picco negli anni Sessanta. Un aspetto cruciale è stato la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961. Questo trattato internazionale, adottato sotto gli auspici delle Nazioni Unite, ha segnato un’importante pietra miliare nella definizione della politica globale sulle droghe, compresa la cannabis. La Convenzione ha classificato i fiori e le resine di cannabis come sostanze controllate a livello internazionale, imponendo misure severe contro la loro produzione, commercializzazione e uso non medico. Questo trattato ha avuto un impatto duraturo sulla legislazione e sulla percezione sociale della cannabis come droga pericolosa, producendo stigma e politiche che hanno limitato sia la libertà individuale che la ricerca medica e l’uso terapeutico della cannabis.

Se da un lato il suo uso ricreativo ha contribuito all’ondata di proibizione e restrizione della cannabis in molti Paesi, dall’altro ha riacceso l’interesse della comunità scientifica nello studio delle proprietà della cannabis e dei suoi potenziali benefici per l’umanità.

Fine del XX e inizio del XXI secolo

La scoperta del sistema endocannabinoide negli anni ’90 e le ricerche successive hanno sottolineato il potenziale terapeutico della cannabis. Mechoulam e Parker (2013) in “Nature Reviews Neuroscience” (8) esplorano il ruolo di questo sistema nella modulazione dei processi fisiologici, gettando le basi per la comprensione delle applicazioni mediche della cannabis.

Raphael Mechoulam merita un ulteriore riconoscimento per il suo lavoro pionieristico. Questo chimico israeliano, spesso definito “il padre della cannabis terapeutica”, isolò e sintetizzò per la prima volta il THC (tetraidrocannabinolo), il principale composto psicoattivo della cannabis, nel 1964. La sua ricerca è stata determinante per capire come i cannabinoidi interagiscono con il corpo umano.

Si distingue anche il lavoro di Lester Grinspoon, psichiatra e professore emerito della Harvard Medical School. È stato un primo sostenitore della cannabis terapeutica, dopo essere stato inizialmente scettico sui suoi benefici. Nel 1971 ha pubblicato uno dei libri più rappresentativi sulla cannabis, “Marihuana Reconsidered”, un libro in cui rivaluta la cannabis e ne sostiene l’uso terapeutico. Il suo lavoro ha contribuito a cambiare la percezione pubblica della cannabis in un periodo in cui era pesantemente criminalizzata.

Legalizzazione e uso medico della cannabis oggi

Il 21° secolo è segnato da un’ondata di legalizzazione della cannabis terapeutica in Europa e in diverse regioni, spinta in parte dalle crescenti evidenze scientifiche e dal sostegno pubblico. Il suo uso medico è ora legale in molti Paesi e Stati, anche se sotto una rigida regolamentazione.

Conclusione

Il viaggio della cannabis da antica pianta medicinale a sostanza controversa e poi ad agente terapeutico riflette la complessità del suo rapporto con la società e la medicina. Il contesto storico e la ricerca scientifica attuale forniscono una narrazione convincente sul potenziale medico della cannabis, ma il dibattito sul suo uso e sulla sua legalità rimarrà una finestra aperta per ulteriori conclusioni.

Riferimenti
  1. Li HL, Lin H. Un resoconto archeologico e storico della cannabis in Cina. Econ Bot 1974;28(4):437-47. Disponibile su: https://www.jstor.org/stable/4253540
  2. Russo E. B. (2007). Storia della cannabis e delle sue preparazioni nella saga, nella scienza e nell’etichetta. Chimica e biodiversità, 4(8), 1614-1648. https://doi.org/10.1002/cbdv.200790144
  3. Bania G. (2022). Cambiamenti nelle pratiche terapeutiche e declino della cannabis medicinale nella Frontiera Nord-Orientale indiana (1826-1925). Journal of cannabis research, 4(1), 52. https://doi.org/10.1186/s42238-022-00159-4
  4. Touw M. (1981). Gli usi religiosi e medicinali della Cannabis in Cina, India e Tibet. Journal of psychoactive drugs, 13(1), 23-34. https://doi.org/10.1080/02791072.1981.10471447
  5. Zuardi A. W. (2006). Storia della cannabis come medicina: una rassegna. Revista brasileira de psiquiatria (San Paolo, Brasile: 1999), 28(2), 153-157. https://doi.org/10.1590/s1516-44462006000200015
  6. Camera dei Lord, Scienza e tecnologia – Nona relazione. (1998). Capitolo 2 – Storia dell’uso della cannabis. Pubblicazioni del Comitato per la scienza e la tecnologia. Disponibile su: https://publications.parliament.uk/pa/ld199798/ldselect/ldsctech/151/15103.htm
  7. Pinho AR. Aspetti sociali e medici dell’uso di cannabis in Brasile. In: Rubin V, eds. Cannabis e cultura. Parigi: Mounton Publishers; 1975. p. 293-302. Disponibile su: https://cannalib.eu/wp-content/uploads/2022/03/Cannabis-and-Culture-1975.pdf
  8. Mechoulam, R. e Parker, L. A. (2013). Il sistema endocannabinoide e il cervello. Rivista annuale di psicologia, 64, 21-47. https://doi.org/10.1146/annurev-psych-113011-143739
Foto de Masha Burelo

Masha Burelo
Investigadora en cannabinoides | Doctoranda en Neurociencia Masha Burelo es Maestra en Ciencias Farmacéuticas e investigadora en neurociencias. Actualmente está realizando su Doctorado en Neurociencia en la Universidad de Aberdeen, [...]

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