L’Italia approva un decreto che vieta il CBD: il settore della canapa è in allarme Pubblicato su April 11, 2025 da Cannactiva Indice Toggle Cosa succederà ora con la canapa in Italia?Perché questo provvedimento è così grave?Articolo 18: divieto assoluto dei fiori di canapa Il nuovo Decreto Legge sulla Sicurezza dei Cittadini approvato dal governo italiano il 4 aprile 2025, promosso dall’attuale esecutivo di destra guidato da Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), impone severe restrizioni che colpiranno direttamente il settore della canapa industriale e dei prodotti a base di CBD. Il testo include il controverso articolo 18, che vieta l’importazione, la produzione, la lavorazione, la distribuzione, la commercializzazione e la consegna di infiorescenze di Cannabis sativa L., compresi i fiori di CBD, le resine di CBD e gli oli di CBD, indipendentemente dalla loro conformità ai limiti legali di THC. Il decreto entrerà in vigore subito dopo la sua pubblicazione ufficiale, in quanto la Meloni ha attivato l’articolo 77 della Costituzione per approvarlo con urgenza, aggirando il dibattito parlamentare. Con questa decisione, il governo italiano mette a rischio lo sviluppo di un settore pienamente legale, regolamentato e in crescita. Il provvedimento risponde alla linea proibizionista di partiti come Fratelli d’Italia e Lega, che hanno mostrato una sistematica opposizione a qualsiasi forma di regolamentazione della cannabis, senza distinguere tra le varietà ad alto contenuto di THC e la canapa industriale non psicoattiva, coltivata legalmente in tutta l’Unione Europea. La notizia ha suscitato una forte reazione in tutto il settore della canapa, sia in Italia che nel resto d’Europa. Il provvedimento ignora la legge italiana 242/2016, che consente la coltivazione e la commercializzazione della canapa industriale; contraddice il quadro normativo europeo, che ne autorizza la libera circolazione a patto che il contenuto di THC sia inferiore allo 0,3%; e viola il principio della libera circolazione delle merci nel mercato comune, colpendo anche gli operatori di altri Paesi in cui la canapa non psicoattiva è pienamente legale. Cosa succederà ora con la canapa in Italia? Meloni ha attivato l’articolo 77 della Costituzione, che le consente di emanare decreti di “necessità e urgenza”, aggirando il dibattito parlamentare. Una volta pubblicato ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto entrerà in vigore immediatamente, senza alcun periodo di attesa. Dal momento della pubblicazione sulla Gazzetta, la coltivazione, la lavorazione, la commercializzazione e il possesso di fiori di canapa (anche con livelli legali di THC) saranno considerati un reato penale in Italia. Ciò significa che le aziende che operano nel settore del CBD potrebbero andare incontro a conseguenze penali se continueranno a operare con prodotti derivati dai fiori di canapa. Il Parlamento avrà 60 giorni di tempo per emendare, ratificare o respingere il testo, anche se il divieto sarà già legalmente applicabile. Il decreto fa espresso riferimento al Titolo VIII del Decreto del Presidente della Repubblica n. 309/1990, noto anche come Testo Unico sulle Sostanze Stupefacenti, che regola i reati penali relativi alle droghe e alle sostanze proibite in Italia. In questo periodo, associazioni come Canapa Sativa Italia e Federcanapa si stanno mobilitando attivamente per chiedere il ritiro o la revisione dell’articolo 18, avvertendo delle gravi conseguenze economiche, sociali e legali che la sua applicazione avrebbe per l’intera filiera della canapa industriale. La Commissione europea ha già aperto un’indagine per valutare la compatibilità di questa norma con il diritto dell’UE, in seguito alle denunce del settore italiano della canapa. Il Presidente Sergio Mattarella può ancora promulgare o porre il veto. Perché questo provvedimento è così grave? La legge criminalizza un prodotto legale privo di effetti psicoattivi, riconosciuto dalla legislazione europea come la canapa industriale. Ignora la legge italiana 242/2016, che consente la coltivazione e la commercializzazione della canapa da THC entro i limiti di legge. In Italia, la legge 242/2016 stabilisce che il contenuto di THC nella canapa industriale non deve superare lo 0,2%. Tuttavia, è tollerata una fluttuazione naturale fino allo 0,6%, senza sanzioni per gli agricoltori, purché si utilizzino semi certificati e si rispettino le condizioni stabilite. Questo contraddice il quadro giuridico europeo, che autorizza la coltivazione e la libera circolazione della canapa industriale all’interno del mercato comune. La giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ribadito che gli Stati membri non possono vietare i prodotti di canapa legalmente prodotti e commercializzati in altri Paesi dell’UE, purché siano conformi agli standard comuni. Viola il principio della libera circolazione delle merci, uno dei pilastri del mercato unico europeo, colpendo gli operatori dei paesi in cui la canapa non psicoattiva è pienamente legale. Mette a rischio oltre 30.000 posti di lavoro diretti e indiretti in Italia, che dipendono da un settore emergente, sostenibile e in via di sviluppo. Distrugge un mercato che vale più di 500 milioni di euro all’anno, incentrato soprattutto sulla vendita di fiori di canapa, che hanno un basso contenuto di THC. Il provvedimento genera incertezza giuridica in tutta Europa, in quanto rappresenta un passo indietro rispetto all’evoluzione normativa che ha riconosciuto la canapa industriale come materia prima agricola, legale e con molteplici applicazioni sostenibili. Articolo 18: divieto assoluto dei fiori di canapa Il divieto sui fiori di canapa fa parte del Decreto Legge Sicurezza, un pacchetto di 34 articoli promosso dal governo di Giorgia Meloni. Il testo non si limita a colpire la cannabis: include anche misure come gli sgomberi senza mandato, la repressione delle proteste e la protezione legale per gli ufficiali di polizia e militari perseguiti. Per quanto riguarda la canapa, l’articolo 18 del Decreto Legge Sicurezza 2025 prevede il divieto di coltivazione, lavorazione e commercializzazione dei fiori di Cannabis sativa L., anche quando il loro contenuto di THC rientra nei limiti di legge. Ciò significa che i fiori di canapa – anche con livelli di THC inferiori allo 0,3%, come consentito dalla normativa europea e dalla legge italiana 242/2016 – sarebbero vietati su tutto il territorio italiano. Una misura senza precedenti nell’Unione Europea, che minaccia di criminalizzare un’intera industria legale e consolidata. Non è la prima volta che il governo italiano cerca di attaccare la canapa industriale. Nel 2023, il Ministero della Salute italiano ha cercato di inserire il CBD nell’elenco delle sostanze stupefacenti, ma il decreto è stato sospeso dal TAR del Lazio per mancanza di basi scientifiche. Ma lungi dal correggere la situazione, il governo ha intensificato la sua strategia. Va notato che questa nuova normativa non riguarda solo il mercato italiano, ma ha anche implicazioni immediate per le aziende di canapa spagnole ed europee che operano con l’Italia, le quali non potranno più rivendicare la legalità dell’origine dei prodotti provenienti dall’Italia, il che indebolisce legalmente la loro circolazione a livello europeo. Paradossalmente, la notizia arriva nel mese in cui la più importante fiera della canapa in Italia, la Fiera Indica Sativa, si tiene nella città di Bologna dall’11 al 13 aprile. Insomma, una misura che si scontra con la realtà. I fiori di canapa non sono una droga pericolosa e non rappresentano un rischio per la salute pubblica. Al contrario, il CBD non crea dipendenza né è psicoattivo e la sua regolamentazione non solo non rappresenta un pericolo, ma garantisce anche controllo e sicurezza. Vietare i fiori di canapa non protegge il pubblico: danneggia solo gli agricoltori, le aziende e i consumatori. Insistere su una politica proibizionista nei confronti della canapa non psicoattiva non ha alcuna base scientifica, logica o legale. Cannactiva sostiene una regolamentazione coerente, basata sull’evidenza, sul buon senso e sui principi del mercato unico europeo. La canapa è un’opportunità, non una minaccia. Fiori di CBD FLORA (Mimosa Haze) Selezionare Pack Fiori di CBD INDOOR Selezionare Fiori CBD OHANA (Hawaiian Runtz) Selezionare Fiori CBD HIMALAYA (Pink Haze) Selezionare Fiori CBD JUNGLE VIP (Cali Mist) Selezionare Fiori CBD CANDY KRUSH (Zkittlez) Selezionare Fiori CBD FUNKY MONKEY (Gorilla Glue) Selezionare Mini-Pack – 5 Fiori di CBD Premium Selezionare CannactivaEn Cannactiva queremos cambiar la perspectiva sobre el cannabis. Te traemos lo mejor de la planta a través de nuestros productos y de los posts que puedes leer en nuestro [...]