Come influisce la cannabis sul disturbo bipolare? Pubblicato su March 8, 2025 da Masha Burelo Indice Toggle Che cos’è il disturbo bipolare?Come funziona la cannabis nel cervello?Uso di cannabis nel disturbo bipolarePotenziali rischi dell’uso di marijuana nel disturbo bipolareL’uso di marijuana causa il disturbo bipolare?Il CBD causa il disturbo bipolare?CBD nel disturbo bipolareImplicazioni cliniche della cannabis nel disturbo bipolareConclusione Qualche giorno fa, uno dei giornali più influenti della Spagna ha pubblicato un articolo intitolato“La cannabis può scatenare il disturbo bipolare“, in cui il Dr. Eduard Vieta, primario di psichiatria dell’Hospital Clínic, mette in guardia sui rischi del consumo di cannabis. L’affermazione della testata ha avuto un impatto, soprattutto tra coloro che cercano alternative al mondo della cannabis, come il CBD. Il disturbo bipolare è una condizione di salute mentale caratterizzata da forti sbalzi d’umore, che vanno da episodi di euforia a periodi di profonda depressione. Data la crescente popolarità del cannabidiolo (CBD) e dell’uso medico e ricreativo della marijuana, molte persone affette da disturbo bipolare si chiedono quali possano essere gli effetti di questi cannabinoidi. Ecco una panoramica della ricerca scientifica sul rapporto tra l’uso di CBD e THC nel disturbo bipolare, evidenziando i potenziali rischi e le aree di incertezza. Che cos’è il disturbo bipolare? Il disturbo bipolare è una condizione psichiatrica complessa che causa sbalzi d’umore che possono interferire con il lavoro, le relazioni e le attività quotidiane. Ne esistono due tipi principali: Disturbo bipolare I: caratterizzato da almeno un episodio di mania, solitamente accompagnato da episodi depressivi. Disturbo bipolare II: caratterizzato da episodi depressivi ricorrenti ed episodi ipomaniacali (una forma meno grave di mania). Circa il 2,4% della popolazione mondiale soffre di questa condizione (1). Il trattamento comprende solitamente stabilizzatori dell’umore (come il litio o il valproato), antipsicotici e terapia psicosociale. Qualsiasi sostanza che agisce sul cervello, compresa la marijuana, può complicare il trattamento e potenzialmente aggravare i sintomi del disturbo bipolare. Come funziona la cannabis nel cervello? La cannabis contiene numerosi cannabinoidi, i più noti dei quali sono il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo). Il THC produce lo “sballo” o effetto psicoattivo, mentre altri cannabinoidi, come il CBD, hanno effetti psicoattivi minimi o nulli. L’uso frequente di THC nei giovani può aumentare il rischio di alterazione della chimica cerebrale Poiché i cannabinoidi come il THC hanno effetti sul cervello, è importante notare che quanto più giovane è la persona che fa un uso frequente o massiccio di marijuana, tanto più è vulnerabile a subire alterazioni della chimica cerebrale (2). Ciò è dovuto in gran parte agli effetti del THC sul cervello. Il tetraidrocannabinolo (THC) è il principale composto psicoattivo della marijuana. Il THC agisce sul sistema endocannabinoide, che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell’umore, del sonno e della risposta allo stress. Tuttavia, l’uso frequente può alterare questo equilibrio, soprattutto nei giovani il cui cervello è ancora in fase di sviluppo. Il contenuto di THC della marijuana è aumentato in modo significativo negli ultimi decenni, passando da circa il 4% a ben il 35% di THC in meno di 30 anni. Questo aumento della potenza della cannabis amplifica i rischi associati al suo uso odierno. Sono ora disponibili varietà di cannabis senza THC, CBD, con un contenuto di THC inferiore allo 0,2%. Infatti, alcune persone usano il CBD per smettere di farsi le canne. Uso di cannabis nel disturbo bipolare Diversi studi dimostrano che le persone affette da disturbo bipolare possono fare un uso più frequente di cannabis rispetto alla popolazione generale. Le ragioni di questa tendenza includono l’automedicazione per attenuare i sintomi dell’ansia o dell’insonnia, la coesistenza di altri disturbi da uso di sostanze e alcune predisposizioni genetiche o ambientali (3). Sebbene alcune persone sostengano che la cannabis allevi i sintomi dell’ansia o della depressione, le prove scientifiche sulla sua efficacia rimangono limitate e talvolta contraddittorie. Potenziali rischi dell’uso di marijuana nel disturbo bipolare Uno dei risultati più coerenti della letteratura è che l’uso di marijuana può peggiorare i sintomi maniacali o ipomaniacali (3). Non tutti reagiscono allo stesso modo, ma un uso frequente o intenso è stato collegato a una maggiore probabilità di prolungare o scatenare episodi maniacali, aumentando l’impulsività e promuovendo comportamenti a rischio (2). Sebbene sia stato osservato che la marijuana può aggravare la mania, alcune persone riferiscono un sollievo a breve termine dai sintomi depressivi. Tuttavia, queste esperienze sono in gran parte soggettive e non sono supportate da studi clinici conclusivi. Inoltre, l’automedicazione con la marijuana nel disturbo bipolare può essere pericolosa e occorre sempre consultare un professionista della salute mentale. L’uso di marijuana causa il disturbo bipolare? Finora non è stato dimostrato che l’uso di marijuana sia la causa diretta del disturbo bipolare. Tuttavia, nelle persone predisposte ai disturbi dell’umore, l’uso frequente di marijuana può scatenare il primo episodio bipolare. Una revisione scientifica mostra che i consumatori abituali di marijuana hanno maggiori probabilità di sviluppare il disturbo bipolare per la prima volta, suggerendo che la marijuana può agire come fattore scatenante in individui vulnerabili (2). Inoltre, l’uso massiccio e prolungato di marijuana è stato associato a un aumento del rischio di psicosi nei soggetti predisposti a questi sintomi (4), anche se non tutte le persone affette da disturbo bipolare che fanno uso di marijuana svilupperanno una psicosi. Il CBD causa il disturbo bipolare? No, non ci sono prove scientifiche che il CBD provochi il disturbo bipolare. Anzi, alcuni studi suggeriscono che potrebbe avere dei potenziali benefici, anche se il suo utilizzo nel disturbo bipolare richiede ancora ulteriori ricerche. CBD nel disturbo bipolare A differenza del THC, il CBD non è psicoattivo e ha suscitato l’interesse della ricerca medica per le sue potenziali proprietà ansiolitiche, antinfiammatorie e neuroprotettive. Alcuni studi preliminari suggeriscono che alte dosi di CBD possono aiutare a trattare i sintomi depressivi nel disturbo bipolare. Inoltre, è stato studiato il suo potenziale effetto antipsicotico in condizioni come la schizofrenia. Sebbene non vi siano prove che il CBD peggiori il disturbo bipolare, gli studi sono ancora limitati e sono necessari ulteriori studi clinici per determinarne l’efficacia e la sicurezza come parte del trattamento. Dettagli: Studi scientifici su CBD e disturbo bipolare Studi preliminari suggeriscono che il CBD possa avere effetti ansiolitici, antinfiammatori e neuroprotettivi. Tuttavia, le prove scientifiche della sua efficacia diretta nel disturbo bipolare sono limitate (5). Alcuni ricercatori hanno avanzato la possibilità che dosi elevate di CBD (più di 300 mg al giorno) possano aiutare la depressione bipolare, ma mancano studi clinici solidi che lo confermino (6). Il CBD è stato studiato anche per le sue possibili proprietà antipsicotiche nella schizofrenia (7), un disturbo che talvolta condivide caratteristiche con la mania bipolare. Sebbene questi risultati non siano direttamente applicabili al disturbo bipolare, suggeriscono che il CBD possa avere una certa utilità nel controllo dei sintomi psicotici negli episodi maniacali. Tuttavia, non sono stati riportati effetti negativi evidenti del CBD nel disturbo bipolare, anche se mancano ancora dati definitivi. Implicazioni cliniche della cannabis nel disturbo bipolare Gli operatori sanitari dovrebbero chiedere regolarmente informazioni sul consumo di cannabis nelle persone affette da disturbo bipolare, in quanto potrebbe influenzare il decorso della malattia. I pazienti e le loro famiglie dovrebbero anche essere informati dei rischi associati all’uso di sostanze psicoattive come la marijuana, in particolare della sua associazione con le ricadute maniacali e il deterioramento cognitivo. Sebbene sia stato suggerito che il CBD possa essere utile come trattamento aggiuntivo per la depressione bipolare (6), sono necessarie ulteriori ricerche. Nel frattempo, è fondamentale che le persone affette da disturbo bipolare evitino l’automedicazione senza la supervisione di un medico, poiché potrebbe squilibrare l’umore e complicare il trattamento stabilito. Conclusione Le prove scientifiche suggeriscono che l’uso di marijuana può comportare dei rischi per le persone affette da disturbo bipolare, tra cui un aumento del rischio di episodi maniacali, un possibile deterioramento delle funzioni cognitive e complicazioni nel trattamento. Sebbene alcuni utenti riferiscano un temporaneo sollievo dalla depressione, questi dati non sono supportati da solide prove cliniche. Nel caso specifico del CBD, sono necessari studi clinici più ampi per determinare con precisione i suoi benefici e i suoi rischi in questo disturbo. Nota: questo è un articolo informativo e non prescrittivo e non intende prevenire, diagnosticare o trattare alcuna malattia. Il suo contenuto può integrare, ma non deve mai sostituire, la diagnosi o il trattamento di qualsiasi malattia o sintomo. Se tu o una persona a te cara state sperimentando i sintomi del disturbo bipolare o state pensando di cambiare il vostro trattamento (incluso l’uso di cannabis), consultate un professionista della salute. I prodotti Cannactiva non sono farmaci e sono destinati all’uso esterno. Dalla data di pubblicazione possono essere disponibili nuove prove scientifiche rilevanti. Consulta il tuo medico prima di usare il CBD. I consigli terapeutici devono essere personalizzati e dipendono da una valutazione professionale. Riferimenti e ulteriori informazioni Zhong, Y., Chen, Y., Su, X., Wang, M., Li, Q., Shao, Z., & Sun, L. (2024). Il peso globale, regionale e nazionale dei disturbi bipolari negli adolescenti e nei giovani adulti: un’analisi delle tendenze dal 1990 al 2019. Psichiatria generale, 37(1), e101255. https://doi.org/10.1136/gpsych-2023-101255 Maggu, G., Choudhary, S., Jaishy, R., Chaudhury, S., Saldanha, D., & Borasi, M. (2023). Il consumo di cannabis e la sua relazione con il disturbo bipolare: una revisione sistematica e una meta-analisi. Industrial psychiatry journal, 32(2), 202-214. https://doi.org/10.4103/ipj.ipj_43_23 Lev-Ran, S., Le Foll, B., McKenzie, K., George, T. P., & Rehm, J. (2013). Disturbo bipolare e disturbi co-occorrenti da uso di cannabis: caratteristiche, co-morbilità e correlazioni cliniche. 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