Antonio Escohotado: pioniere della conoscenza della cannabis in Spagna Pubblicato su March 6, 2024 da La Emboscadura Indice Toggle Chi era Antonio EscohotadoPassione per la conoscenzaEsordi ed esperienzeFondazione Amnesia e Prime ColtivazioniL’eredità di Antonio Escohotado sulle droghe Oggi sul blog di Cannactiva invitiamo La Emboscadura, la casa editrice monografica di Antonio Escohotado, a parlare dell’esperienza con la cannabis del filosofo che ha sfidato i precetti della morale antidroga. “Ilpiù grande favore che si possa fare a un Paese è aggiungere una pianta utile alla sua cultura“. Thomas Jefferson, Note sulla Virginia Chi era Antonio Escohotado Antonio Escohotado Espinosa è stato un filosofo, professore universitario e saggista spagnolo, noto soprattutto per la sua opera Historia General de las Drogas (1989). Fervente critico delle politiche proibizioniste, Escohotado difese instancabilmente la libertà individuale, sfidando le convenzioni sociali e legali con argomenti solidamente argomentati e profonda erudizione. La sua vita è straordinaria, dalla traduzione di grandi autori (Newton, Hobbes, ecc.), all’essere uno dei cofondatori della discoteca Amnesia di Ibiza, all’insegnare filosofia, diritto e sociologia all’università per più di 30 anni. A due anni dalla sua morte, Antonio Escohotado è ormai una leggenda del pensiero spagnolo contemporaneo, distinguendosi per decenni per l’analisi approfondita di argomenti controversi e per l’instancabile esplorazione di nuove prospettive su questioni considerate controverse, tra cui la marijuana. Passione per la conoscenza Nato in una famiglia borghese, Antonio ha sentito fin da piccolo un’insopprimibile passione per la conoscenza. Escohotado ha sfidato le convenzioni e si è addentrato in un territorio inesplorato per esplorare le complessità della società, della realtà e della mente umana. La sua ricerca sulla cannabis, che si riflette in opere come La Cuestión del Cáñamo – che sarà ripubblicata da La Emboscadura alla fine dell’anno – e La Cuestión del Cáñamo – che sarà ristampata da La Emboscadura alla fine dell’anno, o Imparare dalla drogalo hanno reso una figura centrale del movimento antiproibizionista, soprattutto in Spagna. Escohotado nel giardino di casa. Per Escohotado, la cannabis era più di una semplice pianta ricreativa; nella sfera strettamente personale, per gran parte della sua vita è stata uno strumento di introspezione e creatività. La vedeva come un catalizzatore di quella che chiamava “lucidità depressiva”, uno stato mentale che gli permetteva di esplorare i suoi pensieri e rivedere i suoi testi da una prospettiva diversa dopo lunghe notti di lavoro intellettuale. Esordi ed esperienze Il rapporto di Escota con la cannabis è iniziato relativamente tardi rispetto ai giovani contemporanei, un’ulteriore dimostrazione da parte del maestro della cautela e dell’eleganza che caratterizzavano la sua personalità, evitando così i potenziali danni associati al consumo precoce di marijuana. Si dice che la sua prima immersione in questo mondo sia avvenuta all’inizio degli anni Settanta, quando, terminati gli studi accademici, chiese un’aspettativa dal suo incarico di funzionario dell’Istituto di Credito Ufficiale (ICO) e si trasferì sull’isola di Ibiza con l’intenzione di entrare a far parte della “Fratellanza dell’Amore Eterno”, come “confessò” in un Incontro Eleusino con Fernando Sánchez Dragó tenutosi a San Lorenzo del Escorial. L’obiettivo principale di questo gruppo era quello di distribuire gratuitamente l’LSD su scala globale, autofinanziandosi attraverso il traffico di hashish rosso libanese. Sebbene la setta hippie avesse le sue origini negli Stati Uniti e non nelle vicinanze delle Isole Baleari, aveva un “uomo sull’isola” – come Escohotado ha ricordato in diverse occasioni – e a lui ha dedicato il libro La mia Ibiza privata . Fondazione Amnesia e Prime Coltivazioni Il percorso dell’autore sulla Pitiusa lo portò infine a dissociarsi da questa idea, che culminò nella fondazione della famosa discoteca Amnesia insieme al suo grande amico, Manolo Saez de Heredia, e a sua volta nei primi passi nella coltivazione della marijuana. Escohotado si immerse nella cura della pianta e riuscì a far germogliare nel suo giardino uno splendido esemplare, una rarità nella Spagna dell’epoca. Tuttavia, il suo impegno nella coltivazione fu presto interrotto dai “Poliziotti”, che confiscarono un esemplare di cui Escohotado andava particolarmente fiero, motivo per cui il nostro protagonista fu arrestato per la prima volta nel “castello” di Dalt Vila. Castello di Dalt Vila a Ibiza Tornato a Madrid, Escohotado continuò la sua esplorazione nello studio delle sostanze psicoattive e questa volta fece un’incursione pionieristica nella coltivazione idroponica della marijuana. Questo metodo, che prevede la coltivazione delle piante in una soluzione acquosa ricca di sostanze nutritive invece che nel terreno, offre una serie di vantaggi che lo hanno reso oggi un’opzione particolarmente interessante per i coltivatori. Escohotado misurò accuratamente – all’inizio degli anni ’90 – il controllo delle sostanze nutritive e promosse un ambiente di coltivazione e fioritura paradisiaco per le sue ragazze, essendo uno dei primi spagnoli ad avere una fornitura regolare di semi olandesi – del tipo Skunk o White Widow – di una potenza senza precedenti fino ad allora e che offrivano “cime come pannocchie”, secondo le sue stesse parole. In seguito, si sarebbe spostato da Hoyo del Manzanares a Parquelagos, ma questa volta non è stato un intervento della polizia a rovinare il raccolto del filosofo, bensì l’azione di alcuni ladruncoli senza cuore, una circostanza quasi ironica: le complicazioni associate alla coltivazione cittadina di marijuana per il mero scopo di autosufficienza sembrano oggi abortire di volta in volta senza offrire alcuna protezione da parte delle autorità. Escohotado si trovò ancora una volta nella situazione di perdere il suo raccolto e senza la possibilità di riprodurlo e, per sua sfortuna, mesi dopo seppe che il suo raccolto era stato venduto al mercato nero nelle montagne di Madrid, con il prezzo extra che deriva dall’avere la “marijuana di Escohotado”. Lungi dall’essere scoraggiato, l’autore madrileno decise di riprendere l’impresa negli anni successivi, ma questa volta posizionando un’ascia ben visibile sul suo portico, nella speranza di dissuadere potenziali criminali dall’aggirarsi intorno alla sua piccola coltivazione nel giardino sul retro della sua casa bifamiliare. Tuttavia, per sua sfortuna, la minaccia visiva non ha sempre sortito l’effetto desiderato e anni dopo, in un’altra fatidica notte, gli intrusi sono riusciti a infiltrarsi nuovamente in casa sua e a impadronirsi delle sue tre piante. Escohotado ha raccontato che, quando si è reso conto della situazione, è uscito in giardino urlando ogni sorta di imprecazione ed è riuscito persino a toccare la mano di uno dei ladri, che è fuggito illeso con il bottino. La sfortunata esperienza di Escohotado con la coltivazione della marijuana fece sì che, dopo questo incidente, le sue capacità di coltivatore non videro più la luce, e da allora in poi si rifornì solo del materiale che lettori e amici erano così gentili da regalargli. L’eredità di Antonio Escohotado sulle droghe Nella sua documentata trilogia Storia delle droghe Escohotado spiega come le droghe siano state parte integrante di diverse culture in tutto il pianeta per il collegamento con il divino. Cita fatti curiosi, come il fatto che, nell’antichità, nei riti pagani, le ostie erano pane con ingredienti psicoattivi, o che fino a ben oltre il XX secolo, droghe oggi fortemente criminalizzate, come l’oppio, erano la pietra filosofale della medicina. Questo fino alla Convenzione Internazionale dell’OMS del 1961, quando alcune sostanze sono state arbitrariamente classificate come “droghe”, facendo scattare la loro proibizione. Ad esempio, la cannabis e la sua resina (hashish) sono state classificate come droga di serie IV, allo stesso livello dell’eroina. Migliaia di anni di storia e cultura tradizionale sono stati distrutti in pochi fogli di carta. “La moderazione è eleganza. L’eleganza è moderazione, e questa parola deriva da scegliere”. Antonio Escohotado In alcune interviste, Escohotado afferma che“vietare le droghe è come voler impedire alle auto di correre togliendo il controllo della velocità“. Il proibizionismo non solo è inutile per controllare il consumo di droga, ma ha trasformato i consumatori in cavie per sostanze non regolamentate e quindi adulterate, aumentando i rischi del consumo di droga. Antonio Escohotado non era favorevole alla legalizzazione delle droghe, ma all’abrogazione delle leggi proibizioniste, poiché il problema è sorto dopo la loro criminalizzazione. Escohotado è diventato famoso per la sua documentata triologia sulle droghe. Il lavoro di Antonio Escohotado Espinosa e il suo contributo allo studio e alla pratica della cannabis in Spagna sono incalcolabili e la sua eredità vive come testimonianza del suo impegno nell’esplorazione intellettuale. Ha sempre ricordato l’importanza di essere disposti a cambiare idea come parte essenziale dell’apprendimento, rifiutando il dogmatismo delle religioni e delle ideologie politiche. Il suo motto era“vivi e lascia vivere“. La sua eredità continua a ispirare il dibattito sulla libertà personale e sulla politica delle droghe in tutto il mondo. “Dalla pelle verso l’interno inizia la mia giurisdizione esclusiva. Sono io a scegliere cosa può o non può attraversare quel confine. Sono uno Stato sovrano e i confini della mia pelle sono per me molto più sacri dei confini politici di qualsiasi Paese”. Anonimo contemporaneo Sebbene sia diventato famoso per la sua documentata trilogia Historia General de las Drogas, Escohotado scrisse anche opere filosofiche di metafisica hegeliana come Realtà e sostanza e una profonda analisi del comunismo, incarnata nella monumentale trilogia de I nemici del commercio . Nella ricerca della verità sull’uso di questa antica pianta, la cannabis presenta innumerevoli vantaggi reali e potenziali per la società, sia come pianta per la produzione di numerosi materiali ecologici e sostenibili, sia a livello terapeutico grazie ai vari cannabinoidi presenti in questa pianta “divina”, come l’autore madrileno ha definito questo versatile arbusto. Jorge Melero e Jorge Escohotado L’imboscata Olio di CBD 5% a spettro completo 19,90 € – 39,91 €Fascia di prezzo: da 19,90 € a 39,91 € Rated 4.92 out of 5 based on 25 customer ratings Selezionare Sale Product on sale Maxi Pack – 9 Fiori di CBD (6 + 3 gratis) 62,89 € – 94,33 €Fascia di prezzo: da 62,89 € a 94,33 € Rated 4.86 out of 5 based on 99 customer ratings Selezionare CBD Vape Liquid Hash Kit a spettro completo (70% CBD + Cannabinoidi) Rated 4.55 out of 5 based on 11 customer ratings Selezionare La EmboscaduraLa Emboscadura La Emboscadura es la editorial monográfica sobre Antonio Escohotado de su hijo Jorge Escohotado. Junto con Jorge Melero, trabajan para la difusión global del pensamiento de Antonio Escohotado. [...]